Diario di Viaggio – Sulmona 10/12/2011 Ore 20:08

Sulla chiusura della Sulmona-Carpinone vorrei segnalare un bel reportage realizzato dall’Associazione Le Rotaie Molise all’indirizzo http://www.lerotaie.com/www.lerotaie.com/10_dicembre_2011.html, che è stata presente sulle due corse Reg.3482 e Reg.3347 insieme al Sindaco di S. Pietro Avellana, e che sintetizza un po’ quali sono stati gli umori della giornata. Credo, anche se a torto della non-presenza di rappresentati politici o presunti tali, che l’ultimo giorno sia stato una festa della ferrovia, partecipata da chi ama i treni e da chi l’ha vissuta nel tempo per necessità o per affezione e, paradossalmente, nel clima di euforia e di libertà che ha invaso sia i partecipanti che i ferrovieri, la presenza di qualche autorità poteva essere anche una stortura!
In breve, dal mio resoconto di viaggio l’ultima partenza da Sulmona è stato il momento topico e più denso di significato. I partecipanti parecchi per una 668 che non si vedeva così piena da tempo. La delusione all’arrivo nelle stazioni senza nessun curioso poca e mitigata dall’allegria a bordo. REG 3347, partenza palettata alle ore 16:00. In vista del prossimo arrivo del buio, in pochi minuti apparenti siamo a Campo di Giove. Il piazzale si riempie e ognuno cerca l’ultimo fotogramma. La partenza esita e c’è il tempo per far salire i ritardatari. Monte Maiella è quasi una fermata da foto alt, esclusivamente formale. Il seguito è una rincorsa dal finestrino sulla radura di Palena che spesso forma(va) degli specchi d’acqua. Siamo già a 1200m, il freddo conquista la vettura con i finestrini aperti, non si può non guardare il tramonto che si conclude di fuori. A Rivisondoli forse vige l’orario di Mosca e già non si vede più nel buio, solo un neon è in funzione. LA STAZIONE PIU’ ALTA D’ITALIA DOPO IL BRENNERO, dice una lapide orgogliosa. Alla prossima sono in discesa e per l’ultima corsa approfitto del tempo disponibile per visitare il centro di Roccaraso. Il personale di stazione è colpito da tanta affluenza e visibilmente contento. All’uscita mi aspetta una sorpresa. A partire dalla scalinata di accesso alla stazione e lungo il viale principale una fila di SUV targati NA. La maggior parte della gente, essendo Sabato, si era riversata lungo l’unica strada del paese per passeggiare e raggiungere la piazza. In mancanza di spazi sufficienti, forse, e per maggiore comodità, le macchine erano state parcheggiate lungo i lati del viale con tanto di vigili che vendevano i ticket per la sosta. Con il risultato di creare un ingorgo come si vedono a Portici o a Casoria ma in una cittadina che non fa neanche mille anime! A 50 metri di distanza una stazione senza treni e con annesso parcheggio deserto (per chi intendeva utilizzarlo)… Per il resto, salvo la vivacità del viale, nel paese si avverte il vuoto e la mancata attrattiva della neve. Al ritorno in stazione attendo l’arrivo del 3488 con “l’assuntore” unica persona presente oltre me. Giunge il treno. Scendono gli appassionati. Una manciata di secondi per le ultime foto ricordo con la complicità del CT e la partenza. Poi Rivisondoli. Palena ci concede 5 minuti di sosta perchè siamo in anticipo. Visione spettrale con il buio e il vento tutto attorno e lo squarcio della luna. Unica luce elettrica dalle fievoli finestre di una trattoria di fianco la stazione. A Campo di Giove siamo già attorno al camino di casa, una raffica di flash per ricordare l’ultimo dispaccio con il DU e via. L’ultimo tratto serve a scambiare gli ultimi commenti con i compagni di viaggio che sono con me dalle 6.30. A Sulmona arriviamo subito, il tempo di un rapido sguardo intorno a Pettorano: chissà in cosa saranno impegnati gli abitanti e il sindaco perchè nessuno è venuto a congedare il treno.. Ultimi saluti sul marciapiede e poche considerazioni “politiche” ormai di banale rilevanza di fronte alla realtà. La 668 1004 fila via veloce dal binario, dopo una giornata così intensa la comitiva è stanca di inseguirla. L’appuntamento si spera sarà a breve per ritrovarci alla riapertura, anche se formalmente la linea non ha chiuso ma non ci saranno tracce programmate, la parola soppressione è stata soppressa nell’era degli eufemismi…
Il viaggio per me non finisce, ci sono i notturni, anche per loro è l’ultima volta, è un Signor Espresso che mi attende. Qui si conclude forse la ferrovia, siamo nel 2012, abbiamo lasciato l’anno vecchio: il 1984. Uno squilibrio incolmabile e pieno di lacune, presto si ritornerà al 1985 per ricominciare la serie come l’inizio del calendario Gregoriano…

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