Assalto al treno….. a Conza (Avellino)

Mentre tutte le cronache nazionali sono collegate in diretta con il dramma del terremoto nel Centro Italia, idealmente, il pensiero va ad un altro evento devastante che fu il terremoto dell’Irpinia. Questo ricordo, tuttavia, in un giorno triste per l’Italia, riemerge in un contesto completamente opposto, in cui l’operosità emerge sulla distruzione. Artefici del cambiamento possono essere anche una ferrovia o un treno. Per noi, viaggiatori sensibili alla cultura, alla bellezza e alla sostenibilità, il territorio è un serbatoio di idee, pronto a rinascere anche dopo le prove più dure. E proprio quello che fu l’epicentro del terremoto del 1980, nel corso dei successivi 25 anni, è stato un territorio in bilico tra l’insufficienza di fondi per la ricostruzione e l’inesorabile abbandono dei suoi abitanti.

Naturalmente alcuni aspetti sono mutati in seguito, grazie all’azione di intelligenti associazioni e di cittadini dotati di buona volontà. Un esempio positivo arriva dalla ferrovia Rocchetta (FG) – Avellino: fino agli anni ’90 e poi fino alla chiusura nel 2010 (per decisione politica) è stata una via di comunicazione a servizio della Valle dell’Ofanto e dei paesi interni dell’avellinese, 119 km a cavallo di tre regioni: Puglia , Basilicata e Campania. I comuni attraversati sono quelli più colpiti dal terremoto: Calitri, Conza, Pescopagano, S. Angelo dei Lombardi, Lioni. Il 22 agosto si è celebrata la riapertura a scopo turistico delle ferrovia, quando in pochi ci credevano davvero..

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Il treno speciale in partenza da Rocchetta S. Antonio. Le locomotive e le vetture in foto fanno parte del patrimonio della Fondazione FS, la quale si occupa della conservazione del materiale rotabile di interesse storico delle ferrovie italiane. Titolare del treno speciale era il locomotore Diesel D 345.1142, di costruzione Fiat Ferroviaria del 1979, mentre in coda era presente il D 343.1030 costruito dalla OMECA di Reggio Calabria nel 1969 e utilizzato per il viaggio di ritorno da Conza)

 

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In occasione della terza edizione dello”Sponz Fest”, ideato e diretto da Vinicio Capossela, musicista e cultore dei luoghi della “cupa”, dal suo nuovo album, il treno è tornato a percorrere il tratto da Rocchetta a Conza-Andretta-Cairano con numerosi programmi in cartellone (il 22 era presente a S.Andrea di Conza anche Paolo Rumiz per la presentazione del libro “Appia”, la grande via romana percorsa nuovamente a piedi).

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Promotori della riapertura e dei treni speciali sono stati: l’associazione In Loco Motivi, presieduta da Pietro Mitrione, che da anni si dedica al rilancio delle risorse culturali dell’Irpinia e delle ferrovie, la Fondazione Ferrovie dello Stato, diretta da Luigi Cantamessa, che ha materialmente innescato e coordinato la valorizzazione della ferrovia, per mezzo del suo patrimonio di rotabili storici e con l’avvio di “Binari senza tempo” un programma nazionale per la riconversione turistica delle linee ferroviarie dismesse, lo Sponz Fest, che nella sua narrazione evocativa e suggestiva ha creato il mito del treno irpino.
Infine Rete Ferroviaria Italiana ha reso possibile e finanziato, con un lavoro indispensabile, il risanamento della ferrovia dopo sei anni di chiusura. Gli stessi uomini che hanno lavorato per il ripristino della ferrovia hanno provveduto nei giorni della manifestazione al monitoraggio fisico degli impianti di sicurezza.

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La stazione di Conza e la rimessa locomotive nella quale fino agli anni’80 sostava l’automotrice del treno serale Avellino – Conza

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Un finestrino apribile per osservare il paesaggio della valle dell’Ofanto.

Perno degli eventi sono stati i comuni di Conza della Campania e Calitri, i quali dopo l’abbandono del post-terremoto hanno ritrovato parte dei propri valori culturali e ideato nuove possibilità turistiche (ad esempio a Castelvetere è presente un albergo diffuso creato nel borgo antico e diversi B&B sono già presenti in altre località).

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1: Momento di ristoro e degustazione di prodotti tipici nella stazione di Rocchetta

 

 

 

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2: Le risorse naturalistiche del territorio: a pochi chilometri dal centro abitato è situato il Lago artificiale di Conza, oasi WWF dal 1999. 

 

 

Il 27 agosto 2016, ultimo giorno dei treni speciali, è stata la festa delle associazioni locali, dei ferrovieri, delle famiglie e dei viaggiatori, un evento per tutti e per tutte le età che ha unito oltre 400 persone provenienti da tutta Italia (2500 i partecipanti nei quattro giorni di apertura della ferrovia), tra cui molte sorprese: un argentino incontrato a Conza stazione, un gruppo di ragazze arrivate da Brescia, Marche e Pescara, un viaggiatore dalla Slovacchia(!) incontrato nella celebre stazione di Rocchetta. Un momento importante per questi luoghi in cui le ombre dell’abbandono vengono consegnate al passato e le idee prevalgono.

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In queste pagine, alcune foto del 2006, a bordo dei treni ordinari:

In Campania da Rocchetta ad Avellino parte 2

In Campania da Rocchetta ad Avellino ritorne(rà) il treno Irpino?

 

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