Speciale Belgrado – Glavna Stanica, un luogo storico nel centro della capitale

Un motivo in più per visitare Belgrado è quello di arrivare almeno una volta con un treno internazionale nella sua stazione storica. Situata su una sponda del fiume Sava, la stazione di Belgrado è da sempre conosciuta con il suo appellativo “Glavna”, ovvero centrale, è in funzione dal 1884, dispone di 13 binari e ha ospitato molti dei treni più prestigiosi del Novecento tra cui il Simplon Orient Express Paris – Istanbul, il Direct Orient Paris – Beograd (con proseguimento per Atene/Istanbul), l’Hellas Express/Istanbul Express Dortmund – Athina/Istanbul, l’Akropolis Muenchen – Athina e più recentemente il Balkan Express Budapest – Istanbul. A dicembre 2017, con il nuovo orario 2017/2018 gran parte del traffico è stato trasferito a Prokop: sono confermati 8 coppie di treni internazionali (vedi prospetto a fondo pagina) per Ljubljana, Zurich HB, Wien Hbf, Budapest Keleti, Thessaloníki, Bar più alcuni collegamenti locali per Novi Sad.IMG_7065(n)

Foto: arrivo del treno Bar – Belgrado “Lovćen” con in composizione vetture letto MU del Montenegro.

L’edificio della stazione storica rispecchia le forme neoclassiche di fine XIX secolo con una impostazione monumentale, è rimasto sostanzialmente inalterato nonostante la ristrutturazione dei locali interni e in occasione del centenario dall’inaugurazione è stato vincolato come bene culturale nazionale. Nella parte interna che affaccia sul piazzale binari ci sono alcune attività commerciali tra cui una pizzeria con i tavoli all’aperto che nel periodo estivo diventa un originale luogo di ritrovo per turisti e per gli abitanti del quartiere, è forse uno degli ultimi eredi “rustici” dei caffè presenti nelle stazioni europee della belle epoque. Arrivando qui da città lontane, da Munchen ad esempio, si avverte subito una atmosfera differente, non satura di pubblicità dai display accecanti, il che ha reso Belgrado una delle mete più esotiche per interrailer e backpackers alla ricerca di luoghi non standardizzati. Dal 2016 la stazione è in via di dismissione (una decisione contestata dalla popolazione) per essere trasferita in un nuovo terminal periferico (Beograd Centar, presso Prokop) e far posto al “Belgrade Waterfront”, un imponente complesso turistico-residenziale che secondo i finanziatori dovrà cambiare il volto della capitale serba (il corpo di fabbrica principale del fabbricato viaggiatori pare verrà adibito in parte a museo o a contenitore commerciale).

Foto: la stazione centrale di Belgrado delle Ferrovie Serbe (ŽS – Železnice Srbije) e fino al 2003 delle Ferrovie Jugoslave (JŽ).

Nei dintorni della stazione si estende la città storica, nei pressi della confluenza del fiume Sava nel Danubio a guardia del quale è situata la fortezza di Kalemegdan (in passato centro difensivo ottomano e poi austro-ungarico) circondata dal parco omonimo; dal lato opposto, oltre la Sava, sorge l’abitato periferico di Novi Beograd, costruito ex novo negli ultimi 50 anni per ospitare soprattutto edifici residenziali a basso costo. Nel settore storico della città, negli ultimi anni si è visto un crescere di attività ricettive e di svago che hanno fatto di Belgrado un luogo preferito dal turismo giovanile e anche culturale dal momento che la Serbia ha attuato una politica di esenzione dei visti di ingresso che include tutti gli Stati dell’area occidentale e compresi la Cina, l’India e molti dei Paesi ex sovietici.

Foto (Belgrado): la fortezza e la confluenza del Danubio vista dal parco.

La dissoluzione dello Stato jugoslavo e il conseguente bombardamento del 1999 da parte della Nato nel conflitto con il Kosovo hanno inferto un duro colpo all’economia nazionale e alle infrastrutture, in parte rimarginato negli ultimi anni con l’apporto di capitali esteri per la ristrutturazione delle ferrovie. Nel 1991-92 i treni internazionali furono sospesi a causa della guerra in Croazia e Bosnia e l’attività è ripresa solo nel 2000. Nel 2016 la frequentazione si è attestata in circa 5000 passeggeri giornalieri, con picchi maggiori durante la stagione estiva; nel solo anno 2015 è stato istituito un collegamento diretto con la Russia, a cura di RZD, sulla rotta Varna – Mosca (via Ungheria, Austria, Rep. Ceca, Polonia, Bielorussia), ripristinando un servizio già interrotto nel 2014 a causa della crisi ucraina.

Foto: vettura letti RZD “RIC” in composizione al treno Beograd – Bar insieme a vetture ceche e serbe nell’estate del 2014.

Per decenni la Glavna Stanica di Belgrado è stato lo snodo fondamentale dei trasporti nella Jugoslavia federale e tappa fondamentale per quasi tutti i treni diretti dall’Europa Occidentale verso la Grecia e la Turchia, nel 1980 accoglieva 45.000 passeggeri e 150 treni giornalieri smistando circa la metà del volume postale di tutto lo Stato. Durante il socialismo il treno era il maggiore mezzo di trasporto e normalmente vi era una elevata affluenza di passeggeri diretti sia verso i capoluoghi delle cinque repubbliche sia verso gli Stati del Patto di Varsavia, una quota importante di passeggeri in transito è andata poi scomparendo negli anni ’60 di pari passo con l’evoluzione del trasporto aereo e a causa delle tensioni diplomatiche tra i due blocchi della Cortina di Ferro. In seguito il fenomeno dell’emigrazione, in modo significativo dalla Turchia, ha comunque generato un traffico passeggeri notevole verso l’Europa Occidentale fino al 1990. Dal 1989 Belgrado è la sede del comitato SERG (Southeast Europe
Railways Group) per la cooperazione delle ferrovie balcaniche, che fa parte oggi dell’UIC,  e a cui partecipano Serbia, Montenegro, Repubblica Srpska, Bosnia, Macedonia, Bulgaria, Albania, Turchia, Grecia e Romania.

Foto: carrozze storiche ŽS, accesso principale alle biglietterie, vettura letti ŽS, vetture delle Ferrovie Macedoni (MŽ)

A partire dal 1971 è stata avviata l’edificazione del grande nodo di transito ferroviario di Belgrado (Beogradski železnicki čvor) con lo scopo di connettere le direttrici ferroviarie e creare una linea metropolitana al di sotto della città: comprende 14 stazioni, di cui l’ultima completata nel 1995, e un nuovo ponte a doppio binario sul fiume Sava. Sulla linea Passante, in direzione ovest è situato il nuovo scalo di Beograd Centar (ex Prokop), in via di ampliamento, che si prevede assumerà le funzioni di stazione porta della città, si trova tuttavia in una posizione decentrata.

Foto: il nuovo ponte a doppio binario sul Sava visto dal ponte ottocentesco in metallo, la linea suburbana passante servita da un treno Flirt per Novi Sad (2017).

Il nuovo nodo ferroviario ha sostituito in parte i vecchi raccordi lungo il Danubio che dalla stazione storica permettevano le comunicazioni con Pancevo e la Romania; la linea è utilizzata saltuariamente per il traffico merci e probabilmente sarà smantellata nell’ambito dei cantieri del Belgrade Waterfront; ancora nel 2012 il treno internazionale Beograd – Bucuresti a trazione diesel, poi soppresso, percorreva la vecchia bretella. Una delle stazioni intermedie, Dunav, è però in funzione, dal punto di vista degli impianti forse è la più antica di Belgrado ed è capolinea dei treni da e per Vrsac e Zrenjanin.

Foto (stazione Dunav): il mitico Šinobus (ŽS serie 812) in attesa di partire per Zrenjanin:  erede degli Schienenbus tedeschi, è stato il protagonista incontrastato delle ferrovie locali in Jugoslavia per 60 anni dal 1955 al 2015/2016; a seguire una carrozza d’epoca con cassa in metallo riutilizzata per i treni cantiere. 

PROSPETTO QUADRI PARTENZA / ARRIVO ORARIO 2018 (fonte: srbvoz.rs)

Come accennato nella fase attuale di dismissione della stazione centrale la gestione degli impianti di piazzale è affidata a squadre di deviatori che, coordinati dai capistazione, provvedono alla giratura degli scambi, al segnalamento e ai movimenti di manovra verso il deposito locomotive.

Foto: la pensilina originale del I binario risalente al 1883, segue: un treno locale per Novi Sad composto da una sola carrozza un anno prima dell’arrivo dei nuovi treni Flirt (la guerra del 1999 e la successiva crisi economica hanno messo fuori uso centinaia di veicoli ferroviari); stesso punto della foto precedente, cominciano le demolizioni, l’ex scalo merci è stato raso al suolo e sempre più vicini incombono le gru e i grattacieli (12/2017).

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