La classificazione UIC dei veicoli ferroviari

Tutte le reti ferroviarie europee aderenti all’Union Internationale des Chemins de Fer adottano un criterio di classificazione univoco del parco rotabili passeggeri e merci e dei mezzi di trazione. Tale sistema noto con il nome di “Marcatura uniforme UIC” e più recentemente dal 2011 con marcatura EVR/EVN è costituito da 12 cifre e rappresenta lo standard di classificazione dei veicoli ferroviari per il servizio interno e internazionale. Fu introdotto per la prima volta il 1/10/1964 in ambito internazionale e dal 25/1/1965 in Italia.

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Vagone letto tipo MU FS abilitato per il traffico internazionale (61) a Milano C.le.

I rotabili ammessi in servizio internazionale rispettano le norme tecniche del RIV (Regolamento Internazionale Veicoli, dal 1922) e del RIC (Regolamento Internazionale delle Carrozze, dal 1922) i quali stabiliscono le caratteristiche costruttive e di sagoma per la circolazione internazionale dei carri e delle carrozze, con l’eccezione di Regno Unito, Irlanda e Finlandia che non aderiscono alle norme RIC e RIV e per i membri del comitato OSJD (Organizzazione per la cooperazione delle ferrovie) comprendenti Russia e Repubbliche ex sovietiche, Cina, Vietnam, Corea DPRK, Cuba etc. La normativa RIC/RIV è stata in parte sostituita e integrata dagli Standard Tecnici di Interoperabilità europei STI e dalla COTIF Convenzione relativa al trasporto ferroviario internazionale del 1980. I membri OSJD adottano un diverso sistema di classificazione e dispongono per i servizi internazionali verso l’Europa di carrozze del tipo RIC munite della doppia marcatura sia della Rete di appartenenza, sia UIC. Allo stesso modo tutti i carri inviati da Paesi membri OSJD per circolare in Europa sono muniti di codifica UIC o di contrassegno RIV per la circolazione su determinate Reti estere. Specifici carri non conformi RIC/RIV sono ammessi al traffico internazionale in base ad accordi tra le amministrazioni ferroviarie e segnalati in apposite tabelle dipinte sulle fiancate o sui longheroni delle carrozze. La marcatura uniforme UIC è utilizzata anche in Marocco, Algeria, Tunisia, Libano, Israele, Siria, Iran, Iraq.

1) Vettura letto russa RZD, tipo RIC, munita di doppia marcatura: conforme Reti OSJD (sotto il logo) e conforme UIC (in basso). 2) Vettura letti ucraina UZ, non RIC, in basso sulla fiancata sono apposti i pittogrammi delle Reti su cui è ammessa a viaggiare in base ad accordi particolari: PKP (Polonia), DR (ex Germania Est). 3) Vettura letti russa RZD, tipo RIC (Siemens), munita di doppia marcatura conforme UIC/OSJD e immatricolata in Svizzera (treno Parigi – Nizza).

In aggiunta alla serie numerica, la marcatura UIC si compone di una parte letterale non uniforme che identifica il tipo e la specializzazione della vettura/carro, secondo criteri definiti dalle Reti di appartenenza la quale comprende un elenco di “lettere di serie” avente valore internazionale (definite da specifica normativa dal 2006) e “lettere secondarie” con differente significato.

Carrozze e carri con marcatura UIC classica. In sequenza: 1) vettura Intercity 94 CP (Portogallo); 2) vettura di servizio 72 ZS (Serbia); vettura passeggeri accantonata 54 CD (Repubblica Ceca); carri betoniera 72 JZ (ex Jugoslavia); carrozza letti ex CIWL Tipo U del 1930 trasformata nel 1986 in vettura di servizio in appoggio al treno Gru FS (Italia); carro di servizio 83 FS (ex tipo F, Italia).

Vehicle Keeper Marking (I-FS)

Il VKM è stato introdotto nel 2007, nello specifico con l’avvio della liberalizzazione del trasporto ferroviario in Europa (decisione 507/2007/EC), ed è un registro pubblico. Il codice è costituito dalla 2^ e 3^ cifra UIC che in origine identificava l’amministrazione ferroviaria proprietaria del veicolo (es. 83 FS, 80 DB) mentre oggi viene assegnato in base al Paese dove è avvenuta l’immatricolazione . Il VKM è costituito dalla sigla del Paese (I Italia, SLO Slovenia, D Germania, etc.) seguito dall’acronimo dell’impresa ferroviaria proprietaria del veicolo, in questa forma: I-FS/I-TI, D-DB, CZ-CD, etc. Esso è utilizzato sia per il materiale rimorchiato (carri, vetture passeggeri, vetture prove e misure) e dal novembre 2010 in Italia per i mezzi di trazione di qualunque tipologia (automotrici, locomotive, elettrotreni, elettromotrici, automotori da manovra). Il VKM non è utilizzato in ambito extraeuropeo. Il VKM dei rotabili FS è stato modificato secondo le specifiche europee EVR/EVN, il contrassegno del proprietario è stato sostituito da FS in TI/RFI, e più recentemente anche MIR per i rotabili dell’ex divisione Cargo FS; l’applicazione su tutti i rotabili del VKM aggiornato è iniziata nel 2012 e si è conclusa il 9/11/2013. Per quanto riguarda l’Italia la circolazione dei veicoli sulla Infrastruttura Ferroviaria Nazionale (IFN) è legata all’iscrizione al Registro di Immatricolazione Nazionale (RIN) la cui competenza è affidata ad ANSF con DLgs 162/2007, il registro è stato istituito con DLgs 191/2010. La presenza della marcatura uniforme sul veicolo non certifica quindi l’iscrizione al RIN, per tutti quei veicoli che sono in corso di alienazione o radiati dal registro per altri motivi (es. vendita). Per i nuovi veicoli l’ammissione al RIN avviene in seguito ad autorizzazione di messa in servizio (AMIS – DLgs 191/2010) da parte dell’ANSF, verificati i requisiti tecnici del veicolo secondo gli standard tecnici internazionali (STI) e i sistemi di sicurezza richiesti dalla legislazione UE.

Esempi di VKM su automotori da manovra leggera FS, gruppo 245

Esempi di VKM su veicoli rimorchiati. In ordine: 1) 2) vettura UIC-X di I classe tipo 1964 non RIC, trasformata per servizi regionali e navetta, vista d’insieme e marcatura I-FS. 3) Carro merci FS tipo Habils con marcatura UIC+VKM e logo a televisore. 4) Elettromotrice belga, il VKM è identificato dal logo classico SNCB/NMBS. 5) Rimorchio per automotrice ceco, CZ-CD. 6) Vettura tipo UIC-Y di II classe delle ferrovie slovene SZ; 7) Vagone letto irlandese a scartamento 1600mm, marcato UIC, per traffico interno e non ammesso al RIC (1^-2^ cifra 55).

Codifica della marcatura UIC (12 cifre)

Le cifre 1^ e 2^ della marcatura individuano il tipo di veicolo (carro, vettura passeggeri, mezzo di trazione) e il regime di scambio (requisito di interoperabilità), per quanto riguarda le vetture la 1^cifra indicava anche il tasso di nolo normale o speciale, 5/6.
tabella cod uic 1

La coppia 3^ e 4^ cifra è la codifica assegnata ab origine dal UIC alle Amministrazioni Ferroviarie. Dal 2005 essa identifica lo Stato nella quale l’Impresa ferroviaria ha immatricolato il rotabile. Si applica a tutti i veicoli scambiati da Paesi aderenti all’UIC e da/verso Paesi aderenti ad OSJD.
tabella cod reti uic

Le cifre 5^ e 6^ definiscono la specializzazione del veicolo rimorchiato merci o passeggeri (in questo caso le cifre fino alla 11^ vanno sottolineate)

Cifre 7^ e 8^ per le vetture passeggeri indicano il tipo di riscaldamento e la velocità massima, per i carri merci i vari sottotipi a integrazione delle cifre 5^ e 6^
tabella cod uic 4Cifre dalla 9^ alla 11^ : numero di serie (per tutti i materiali motore e rimorchiati)

Cifra 12^: numero di autocontrollo. Serve a verificare la correttezza della serie numerica (es. in fase di pitturazione sul veicolo, su modulistica composizioni, etc.). Si calcola moltiplicando le singole cifre alternativamente prima per 2 e poi per 1. I prodotti ottenuti si sommano, considerando le singole cifre e non le decine: i prodotti 12, 8, 11 vanno sommati come 1+2+8+1+1. Ottenuta la sommatoria il numero di autocontrollo è dato dalle unità necessarie a raggiungere la decina successiva: se la somma è 42 il numero di autocontrollo sarà 8, ovvero 42+8=50.

La marcatura uniforme dei carri merci, problematiche e circolari attuative FS tra il 1974 e il 1979

In ambito italiano il Ministero dei Trasporti emanò la prima direttiva sulla marcatura uniforme tramite la già citata circolare FS 10/1965. La prima area di applicazione del nuovo sistema di marcatura era rappresentato dal trasporto merci “diffuso” e cioè a carro singolo in una epoca dove l’autotrasporto era in una posizione secondaria rispetto al vettore ferroviario e le spedizioni avvenivano soprattutto via treno. Quasi tutte le stazioni della Rete statale italiana, ma anche le ferrovie secondarie ammesse al servizio cumulativo, potevano ricevere ed effettuare spedizioni in territorio nazionale ed estero. Similmente era possibile spedire bagagli e merci in “piccole partite” in appoggio ai treni ordinari dotati di carri bagagliaio e collettame. Anche le derrate e le merci deperibili (ad esempio la frutta e i fiori freschi) disponevano di una rete organizzata di trasporto tra le ferrovie europee. Il tutto comportava una enorme mole di carri in circolazione tra le Reti i quali al termine della spedizione dovevano essere inviati vuoti alla azienda proprietaria, inoltre ogni giorno di permanenza all’estero di un carro comportava il pagamento di un pedaggio di transito (nolo) alla ferrovia estera. La marcatura uniforme intendeva integrare non solo le norme tecniche esistenti – il RIV Regolamento Internazionale Veicoli, che stabiliva gli standard comuni per la circolazione dei carri all’estero- ma introdurre un sistema di governo dei veicoli utile alla loro localizzazione (dove si trova questo carro?) e un utilizzo intelligente dei carri da inviare vuoti all’estero utilizzandoli per altre spedizioni (come sperimentato con la convenzione EUROP). Dopo la prima circolare attuativa del 1965 seguirono ulteriori aggiornamenti con le circolari del 1974, del 1979 e del 1990 che sono frutto del dibattito emerso nelle conferenze internazionali UIC nel quale si cercava di migliorare il sistema e correggere gli errori precedenti. Le norme di principio descritte nella circolare del 1979 sono tuttora valide e prevedevano l’obbligatorietà della marcatura uniforme per i carri di proprietà privata, immatricolati nel parco FS, entro il 31/12/1984. Le norme con gli aggiornamenti del 1990 si possono consultare all’interno delle “Istruzioni per il servizio di verifica dei veicoli” nei link pubblicati in fondo alla pagina. Il VKM come già visto è stato aggiunto nel 2005.

Circolare FS del 1974 che aggiornava la precedente disciplina sulla marcatura uniforme dei carri.

La normativa del 1979 presenta un quadro definitivo di applicazione della marcatura uniforme dei carri (i cui principi regolatori sono tuttora validi). In ordine temporale si tratta del secondo aggiornamento dal 1965.

Il terzo aggiornamento alla normativa emanato con la circolare del 10/12/1990. La Direzione Centrale Manutenzione Rotabili è la denominazione assunta nel 1988 dal Servizio Materiale e Trazione nell’organigramma dell’Ente FS .

Classificazione precedente al 1964/1965 per carri e carrozze

Ciascuna Amministrazione Ferroviaria stabiliva la propria classificazione composta da una parte numerale e una parte letterale, la quale era formata generalmente da lettere in maiuscolo d’uso internazionale (es. B per carrozze di II classe, C per carrozze di III classe, D per i bagagliai, etc.) e altre in minuscolo dal significato variabile.
La Germania ha introdotto un nuovo sistema di marcatura nel 1902 (Gattungszeichen deutscher Eisenbahnwagen), la Francia nel 1919 (Numérotation des wagons et voitures) e l’Italia tra il 1905 e il 1920 con il passaggio dei rotabili dalle compagnie private alle Ferrovie dello Stato.
La marcatura FS Italia è stata adottata a partire dal 1905 sui veicoli della Rete ex Mediterranea, dal 1906 sulla Rete ex Adriatica, tra il 1905 e il 1909 in Sicilia e dal 1920 in Sardegna. Riprende in parte il sistema in uso presso le amministrazioni precedenti ed era costituita da 5 cifre per le carrozze e da 6/7 cifre per i carri merce.

Applicazione della nuova marche ai veicoli provenienti dalla cessata Rete Sicula – ordine di servizio pubblicato nel Bollettino Ufficiale FS N° 1 del 7 gennaio 1909.

Inoltre dal 1922 tutti i veicoli marcati RIV, ovvero che soddisfavano le caratteristiche tecniche di interoperabilità previste dalla convenzione, erano abilitati alla circolazione internazionale, con l’onere, già ricordato, da parte delle stazioni destinatarie della spedizione di rispedire i carri vuoti alla Rete proprietaria.

1) Marcatura FS su vettura passeggeri di III classe. 2) Marcatura FS su carri merce. 3) 4) Marcatura DR su carri merce a scartamento ridotto (ex Ferrovie della Germania Est).

Il Pool internazionale EUROP per il traffico merci (1953-2002)

Il 15/03/1953 fu costituita a Berna la convenzione EUROP firmata da dieci amministrazioni ferroviarie: FS (Italia), OBB (Austria), SNCB/NMBS (Belgio), DSB (Danimarca), SNCF (Francia), DB (Germania Ovest), CFL (Lussemburgo), NS (Olanda), SBB/CFF/FFS (Svizzera), Ferrovie della Saar (Saar – dal 1957 riunificata alla Germania) già sottoscritta nel 1951 da SNCF e DB. Tale convenzione istituiva un parco di carri da utilizzare in comune tra le Amministrazioni aderenti fino a un limite massimo di sei anni consecutivi: un carro merci spedito da Bologna a Liegi poteva essere riutilizzato dalle ferrovie belghe e inviato a Basel in Svizzera senza il pagamento di alcun nolo e così per tutti i veicoli aderenti al circuito. Restava l’onere all’azienda proprietaria il costo delle riparazioni e della revisione dei veicoli inoltre la scelta di introdurre nel Pool solo tipologie di carri con caratteristiche interoperabili consentivano di ridurre le spese di acquisto dei veicoli stessi. Le FS partecipavano alla convenzione con 15.000 carri (di tipo F coperti a cassa metallica + tipo L a sponde metalliche + tipo G a pareti in legno), NS con 2.795 carri, etc. per un totale complessivo di circa 160.000 carri RIV-EUROP viaggianti. La maggior quota di carri EUROP era concentrata nelle stazioni di confine internazionale ma rappresentavano solo una minima parte del parco disponibile di una amministrazione ferroviaria (si consideri il numero totale dei carri FS che nel 1970 constava di 121.086 veicoli, nel 1980 104.342 veicoli, nel 1990 94.074 veicoli e nel 2000 69.048 veicoli). Come visibile nella tabella in basso alla data del 31/1/1984 il parco RIV-EUROP aveva raggiunto le 316.825 unità e di essi 34.490 unità in quota italiana (fonte periodico Fermerci settembre-ottobre 1984). Le tipologie di carri immessi a regime nel pool furono del tipo Gs unificati, Gbs, E, Eaos, Hbbillns, Hbills, Hbillns, Ks, Rs, Tms, Taems realizzati su base standardizzata. La convenzione è stata operativa fino allo scioglimento avvenuto il 1/12/2002. Il testo della convenzione EUROP è consultabile al link a partire da pagina 18 del PDF.

Esempio di carri RIV-EUROP: 1) CFL Lussemburgo. 2) FS Italia

parco-europ-1984

Periodo transitorio tra vecchio e nuovo sistema (1964-1970)

A partire dal 1964 le marcature nazionali su tutti i carri e sulle carrozze nelle ferrovie europee furono progressivamente sostituite dalla marcatura UIC ad eccezione dei rotabili di uso esclusivamente interno, di servizio e di soccorso i quali mantennero la marcatura tradizionale. La circolare 10/1965 (25/1/65) del Servizio Movimento introduceva nelle FS l’obbligo di adottare la marcatura uniforme per i carri merci impiegati nel servizio internazionale entro il termine del 1/10/1968 (esattamente quattro anni dopo la prima applicazione della marcatura UIC in Europa). Per le vetture passeggeri in servizio internazionale l’adozione avvenne entro il mese di aprile del 1969 mentre per le vetture in servizio interno la marcatura uniforme venne completata nell’ottobre del 1970. La principale innovazione fu la realizzazione di una “serie generale” che classificava tutti i carri europei in base alle differenti caratteristiche tecniche (carri chiusi, tramogge, pianali, cisterna, etc.). L’identificazione avveniva tramite una “lettera di serie” dipinta sulle pareti dei veicoli in maiuscolo (90mm di dimensione) e andava dalla A alla U. A seguire erano apposte le “lettere di indice”, in minuscolo, che segnalavano caratteristiche specifiche dei carri (le lettere di indice se erano separate dalle lettere di serie da un trattino avevano valoro solo interno, nel qual caso ogni Rete proprietaria assegnava ad esse significati differenti). Le implicazioni furono notevoli: ad esempio i veicoli FS vennero identificati da nuove lettere (i classici carri chiusi F ed FF rientravano nel nuovo gruppo G, i carri a sponde alte L nel gruppo E, etc.). Similmente tali variazioni interessarono tutto il parco veicoli delle Amministrazioni ferroviarie europee, del Nord Africa e del Medio Oriente.

Amministrazioni ferroviarie aderenti al UIC nel 1975

Le marcature nazionali e quella uniforme coesistettero nell’esercizio quotidiano per diversi anni finchè non venne completata la revisione di tutto il materiale circolante. In allegato alla circolare 10/1965 fu redatto dal Servizio Movimento un libretto di comparazione tra vecchio e nuovo sistema di marcatura che ebbe larga diffusione e fu indispensabile per il personale ferroviario.

Estratto dell’allegato alla circolare 10/1965 “Libretto di equiparazione tra la vecchia marcatura e la nuova marcatura uniforme dei carri, edizione 1966, FS-Servizio Movimento”.

DSC00367rnCarro spazzaneve Vnx 806, ex locomotore trifase E 550, dotato di marcatura FS. L’iniziale V designa i veicoli adibiti a servizi speciali, di misurazione e di soccorso (Arvier – 2015)

Alcune vetture ferroviarie storiche in fase di restauro hanno ricevuto nuovamente la classificazione FS insieme alla marcatura UIC riportata in dimensioni più piccole.

1) Carrozza ex oscillografica, sulla fiancata la classificazione FS, vicino al vestibolo, non visibile, la marcatura UIC. 2) Carrozza ex dinamometrica con marcatura UIC. 3) Vettura 6 del Treno Presidenziale italiano dotato di marcatura UIC. 4) Vettura postale Tipo 1958 in livrea Treno Azzurro con entrambe le marcature FS e UIC.

DSC04805Carro di servizio ex tipo F marcato UIC, con una sorpresa: dalla vernice sbiadita dopo oltre 40 anni riemerge la marcatura FS Italia (Ortona, 2015).

carro-europ-pre1965

Un carro tipo F in servizio nel parco EUROP nel periodo tra il 1953 e il 1968. Con la nuova marcatura uniforme questa tipologia di carri chiusi fu inserita nel gruppo G (Foto FS).

Tipologie di freno ad aria compressa ammessi nel traffico internazionale (estratto dal RIV)

Kk Kunze KnorrFrontespizio-RIC-1962-1
Dr Drolshammer
Bo Bozic
Hik Hildebrand-Knorr
Bd Breda
Ch Charmilles
O Oerlikon
KE Knorr tipo KE
WE Westinghouse tipo E
DK Dako
WU Westinghouse tipo U
WA Westinghouse tipo A

Elenco delle Reti aderenti al RIV il 1.1.1993

Istruzioni per il Servizio di Verifica dei Veicoli – FS Direzione Centrale Materiale Rotabile – edizione 1990

istruzione-verifica-veicoli-1990All’interno di questa istruzione sono presenti le norme relative alla classificazione UIC ed estratti dei regolamenti RIC/RIV ad uso del personale di movimento e di verifica sulla Rete FS. Il testo completo è disponibile nella pagina Documenti e Link e si compone di 8 parti. Di interesse per l’argomento marcature e circolazione internazionale sono consultabili i seguenti fascicoli:

I Nozioni sui veicoli (marcatura, iscrizioni e segni convenzionali);
II Circolazione dei veicoli in genere (caratteristiche costruttive e condizioni di circolabilità);
VIII Servizio cumulativo internazionale ed interno (generalità sui regolamenti RIC e RIV, veicoli FS in servizio cumulativo, convenzione EUROP)

Nel 2006 è stata pubblicata una nuova edizione del testo: Norme per la verifica tecnica dei veicoli. Gli estratti dei regolamenti internazionali sono stati emendati, un capitolo sulle marcature è inserito nella II Parte da pagina 107 del PDF.

Marcatura dei veicoli delle ferrovie italiane ex concesse in Gestione Commissariale (FGCG)

Nel 1997 fu affidato alle FS un piano di numerazione uniforme dei rotabili delle ferrovie ex concesse, riscattate dallo Stato ed esercitate dal Ministero dei Trasporti nella forma della Gestione Commissariale Governativa. Tra esse vi erano ferrovie di diverso scartamento, comprese le reti non isolate e cioè connesse con la Rete FS (IFN). Il sistema di classificazione evidenziava le caratteristiche del veicolo nella successione: azienda proprietaria / regime di scambio / scartamento / trazione / tipologia / freno / carrelli / allestimento e riscaldamento / numero di serie / cifra di autocontrollo. La nuova numerazione fu applicata su tutti i veicoli, di trazione e rimorchiati, delle seguenti ferrovie in Gestione Commissariale: Genova – Casella (scartamento 1000mm);  Ferrovie Padane; Ferrovie Venete (Adria – Mestre e Udine – Cividale); Suzzara – Ferrara; Bologna – Portomaggiore; Ferrovia Centrale Umbra; Sangritana; Ferrovia Pescara – Penne (950mm, chiusa dal 1963); Circumvesuviana (950mm); Alifana e Benevento – Napoli; Ferrovie del Sud Est; Ferrovie Appulo Lucane (950mm); Ferrovie della Calabria (950mm); Circumetnea (950mm); Ferrovie della Sardegna (950mm); Ferrovie Meridionali Sarde (950mm, dal 1978 solo autoservizi). Ad oggi la maggior parte di queste imprese ferroviarie sono state costituite in società di diritto privato rilevando dalle Gestioni Commissariali l’infrastruttura e i rotabili; solitamente la proprietà è stata acquisita dalle Regioni (es. FER, FUC, ST, EAV, FAL, FC, ARST). Le numerazioni dei rotabili ex GCG in servizio sulla Rete FS (IFN) sono stati convertiti entro il 2017 nella marcatura EVN/UIC secondo le specifiche europee disposte per le linee interconnesse.

Una ALn 663 della Ferrovia Udine Cividale: situazione nel 2015 e nel 2020; la marcatura uniforme EVN/UIC è stata applicata a tutto il parco rotabili FUC tra agosto e settembre 2017 al posto della precedente del tipo GCG.

 

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